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Il femminismo per «every-body», tutti-i-corpi

Cosa possono dirci oggi, a distanza di vent'anni, le parole di bell hooks? Come possiamo provare a leggerle alla luce dei cambiamenti avvenuti nel frattempo in seno al movimento femminista e delle rinnovate istanze che vengono portate avanti? In questa breve nota che accompagna l'edizione italiana de "Il femminismo è per tutti" spieghiamo in quale ottica abbiamo deciso di pubblicare questo testo e perché pensiamo che sia più che mai importante che lo si legga (e lo si faccia passare di mano in mano) oggi.

Quando nel 2000 è apparso Feminism is for Everybody, il mondo non era ancora stato scosso dalla nuova ondata femminista che dall’America Latina ha raggiunto i quattro angoli del pianeta e anche l’Italia. Questa esplosione ha riportato il femminismo dalle università alle piazze e ai luoghi di lavoro, e il movimento ha ritrovato i suoi tratti di lotta politica per la difesa e l’estensione dei diritti minacciati e negati, con le donne in prima fila al fianco dei movimenti omosessuali e bisessuali, ma anche di quelle persone che non si riconoscono nelle categorie binarie di genere (trans, queer o questioning, intersessuali e asessuali, in un elenco cui si aggiunge il segno + per indicare la sua espansione potenzialmente infinita) e degli uomini loro alleati.

Oggi il rinnovato interesse dei media per il femminismo, il ritorno di temi femministi nell’agenda politica dei governi e la stessa esistenza di un’editoria femminista si devono a un movimento vasto e variegato in cui la presenza di persone non binarie e di identità queer ha un ruolo dal rilievo inedito.



Il libro che avete in mano ha l’aspirazione di essere uno strumento per portare il femminismo a quelle persone che non ne hanno mai sentito parlare, o ne hanno sentito parlare in modo inesatto e fuorviante. Presenta il femminismo come quella teoria in grado di liberare la società dalla violenza delle sue gerarchie; in grado di condurci verso una cultura di reciprocità e giustizia. Per l’ampiezza dello sguardo visionario dell’autrice, crediamo che il movimento femminista di oggi, che a fasi alterne raggiunge quella dimensione di massa che tanto appassiona bell hooks, possa fare proprio questo strumento e portarlo davvero «casa per casa». Vi si affrontano tanti nodi attuali, tra i quali ad esempio il rifiuto di un femminismo imperialista imposto dall’Occidente al resto del mondo, la necessità di ripensare il nesso genere-lavoro in una società stratificata e in crisi, l’impegno per una conversione femminista degli uomini.

Se tra queste pagine si trovano, salvo qualche accenno, riferimenti a «maschi» e «femmine» alla maniera tradizionale, e l’immaginazione non va oltre le relazioni omosessuali e bisessuali, lo si deve al metodo di un’autrice che lavora «dallo spazio dell’esperienza concreta», da cui formula una teoria prodigiosamente utile al di là dei suoi stessi limiti.


Questo volume parla della quotidianità della grande maggioranza delle persone, e delle loro relazioni, in modo del tutto aderente alla realtà di oggi. Nella sua risonante affermazione del diritto alla scelta sul proprio corpo, sulle proprie relazioni sessuali e sulla propria intimità, nel suo saper formulare definizioni dei nostri problemi come società che vanno al di là delle singole identità, descrivendo i rapporti di potere che generano violenza e proponendo strategie di contrasto, questo testo è davvero adatto a every-body, a tutti-i-corpi.

Per questo il nostro auspicio è che il femminismo di oggi, con la sua voce molteplice e cangiante, con la sua composizione fluida in termini di relazioni e identità, possa farlo proprio, per la conversione di chi non ha ancora scoperto questa strada. E servirsene a suo modo, poiché il femminismo è per tutti i corpi, poiché il femminismo è per tuttə.


Il collettivo editoriale di Tamu



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